L’ex Monastero degli Olivetani, oggi sede degli Studi Storici dell’Università di Lecce, risale al XII secolo. Il conte di Lecce, Tancredi d’Altavilla, volle espressamente la costruzione della Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo, mentre i monaci svilupparono il monastero su una struttura preesistente. Nel 1494, i monaci provenienti dal Monte Oliveto riadattarono la struttura secondo le loro necessità.
A metà del ‘500, Giuseppe Riccardi, l’architetto che progettò la splendida Basilica di Santa Croce a Lecce, restaurò il monastero costruendo un nuovo chiostro. Anche questo chiostro, come quello precedente, presenta una forma rettangolare ed è circondato da colonne tortili binate. Al centro del nuovo chiostro, sorge un bellissimo pozzo sovrastato da un baldacchino con una cupola ottagonale e una mitra in cima. Questo elemento simboleggia il sacramento del battesimo e ricorda molto il ciborio presente all’interno della Basilica di San Pietro.
Il monastero custodisce anche splendidi affreschi che raffigurano scene di vita monastica, risalenti all’epoca bizantina. Inoltre, una sontuosa scalinata settecentesca si aggiunge a una scalinata cinquecentesca già presente nel complesso.
Dalle terrazze, anch’esse risalenti al ‘700, si gode di una vista magnifica su tutta la città di Lecce.
L’atmosfera nel complesso monastico degli Olivetani, impreziosito da un rigoglioso giardino di noci e profumati agrumeti, conserva ancora la quiete e il silenzio che rendono questo luogo suggestivo e mistico.
Con la soppressione degli ordini religiosi nel 1807, i governanti francesi istituirono nel monastero il “Reale collegio educativo San Giuseppe”, il più importante istituto di studi superiori dell’epoca. Successivamente, il Comune di Lecce destinò l’edificio prima a sede di uffici pubblici e, dal 1870, a ospizio di mendicità.
Dopo un periodo di oblio, l’Università del Salento ha effettuato un importante intervento di restauro. Dal 1994 il monastero ospita il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo e il Dipartimento di Conservazione dei Beni Culturali.
Per aumentare l’attrattività turistica dell’ex Monastero degli Olivetani, l’Università e il FAI, che gestisce la chiesa di SS. Niccolò e Cataldo, organizzano visite guidate per far scoprire ai visitatori la storia e la bellezza del monastero
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