Casa Vacanze Cristoforo Colombo Gallipoli

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La Pizzica

Salento vuol dire anche pizzica salentina, ovvero danza, cerchiamo di capire di cosa si tratta. La pizzica salentina originale ci porta intorno al mille e trecento come rituale propedeutico, mentre come danza si hanno le prime notizie nel settecento. Nel dialetto salentino, pizzica vuol dire pungere o morsi da insetti, l’insetto in questione è il ragno; per i salentini la taranta. In gran parte del sud vivono due ragni velenosi, la vedova nera e la malmignatta, quest’ultima caratterizzata da tredici macchie rosse sul dorso.

Era appunto credenza popolare, che quando si veniva morsi (pizzicati) dalla taranta il malcapitato andava in trance assorbendo le movenze del ragno tramite il suo veleno, nella maggioranza dei casi erano le donne a farne le spese ed è qui che subentra la musica della pizzica salentina.

Per scacciare il male, si dava vita ad un ritmo frenetico che in uno stato di possesso la vittima non poteva fare a meno di seguire. Questo avveniva religiosamente in casa dove questa specie di esorcismo durava anche dei giorni fino allo sfinimento della tarantata e al prosciugamento delle poche risorse della famiglia contadina.

Lo strumento principe, era il tamburello accompagnato da chitarra e violino. Ci sono dei diari a conferma, scritti da uno degli ultimi musicanti di questa pratica, Luigi Stifani. Qui la credenza popolare mischia il sacro al profano visto che il tutto era condito con la fede religiosa dell’immagine di San Paolo.

Da questo antico rito, nasce la pizzica salentina come la conosciamo oggi! È una danza semplice che tutti possono imparare, ai giorni nostri le tarantate sono solo un ricordo ormai ma quel ritmo è entrato nel sangue. È essenzialmente una danza di corteggiamento, dove non c’è mai il contatto fisico.

È la donna che muove le fila con movenze esotiche scegliendo il compagno usando un fazzoletto.

Alcuni passi della pizzica salentina la caratterizzano, uno dei principali è il passo zoppo fatto di saltelli dove una gamba rimane rigida mentre l’altra appunto saltella; ma è negli sguardi e nelle movenze che si crea la magia sotto i colpi incessanti del tamburello.

Non è raro vedere due uomini ballare, questo è un altro aspetto della pizzica, dove in questo caso c’è una sfida vera e propria; negli anni passati, si usavano coltelli veri, poi proibiti dalle autorità per ovvi motivi. Questo tipo di pizzica si chiama la danza delle spade.

 

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